sabato 30 dicembre 2017

TRADING, CRIPTO TRADING E LIQUIDITA’ PT.2

Per la prima parte, clicca qui.
Un key driver nel processo di scelta degli ordini che inseriamo sulle piattaforme è ovviamente la liquidità
Lo spread è uno dei liquidity-based factorche dovremmo osservare prima di comprare/vendere un qualsiasi asset.  Più alto è il bid-ask spread maggiore sarà il costo di un market-order. Quando lo spread si allarga dovremmo evitare di usare market order (rimpiazzandoli con i limit) nonché ridurre l’aggressività operativa per come definita al post precedente. Quando si restringe, invece, possiamo optare anche per gli hidden orders (disponibili sui mercati tradizionali anche se ho il dubbio che qualche exchange offra ai soli clienti istituzionali API features tramite le quali inserirli) al fine di provare a sfruttare l’aumento delle probabilità di ottenimento dell’eseguito riducendo al contempo i rischi di segnalazione.
L’order book è un’ importante fonte di informazioni in quanto ci comunica in tempo reale l’ammontare di liquidità disponibile. Più precisamente, la profondità ci segnala quella immediatamente disponibile per il trading in un dato range di prezzo; l’imbalance corrisponde alla differenza tra le quantità offerte in acquisto e vendita, mentre l’order book height indica il price impact massimo potenziale nell’ ipotesi in cui inviassimo a mercato un ordine destinato a ad attingere liquidità su tutti i livelli visibili.
Tendenzialmente, allorquando la profondità diminuisce, i traders utilizzano più diffusamente i limit orders anziché i market orders. Anche la differenza tra la profondità delle due sides è significativa con riguardo all’ aggressività del trader. Infatti:
·         maggiore è la profondità della propria side, maggiore sarà l’aggressività del trader;
·         maggiore è la profondità della side opposta, minore sarà l’aggressività del trader.
Quanto sopra è conseguenza diretta della priorità prezzo-temporale a cui risultano essere informati i matching engines delle piattaforme negoziali (tradizionali e cripto).  Infatti, se la side del book è affollata, gli ordini limit già piazzati hanno priorità temporale il che significa che, a parità di prezzo, un nuovo limit orderavrebbe una probabilità di esecuzione minore. Al fine di ottenere l’eseguito il trader, alternativamente:
·         immetterà un ordine limit prezzato più aggressivamente;
·         immetterà un ordine a mercato anziché uno limit.
Al contrario, coloro i quali saranno intenzionati ad immettere un ordine sulla book side meno affollata tenderanno ad essere più passivi perché ad essere aggressivi saranno coloro i quali si troveranno ad operare sulla side più affollata.
Anche gli squilibri (imbalances) assumono un certo rilievo: se ci trovassimo dinanzi ad un sell imbalance, i venditori saranno più aggressivi (spingeranno il prezzo verso il basso) ed i compratori più passivi. A dire il vero, i venditori tendono ad essere più liquidity-drivendei compratori nel senso che tendono ad essere più aggressivi, laddove ritenessero probabile una discesa dei prezzi, in presenza di una buy side profonda. Perché? Perché non vendere quando il mercato scende equivale a perdere soldi mentre non comprare quando il mercato sale equivale ad un mancato profitto.

Anche gli hidden orders tendono ad essere prezzati più aggressivamente quando la propria siderisulti essere affollata; viceversa, la condizione microstrutturale della side opposta non incide sul pricing degli hidden orders.
Un altro importante fattore liquidity driven che sino a qualche anno fra avremmo dovuto osservare prima di inserire un ordine era il trade flow.
Il trade flow consta di due elementi: il volume e la frequenza. Quanto più elevato risulta il volume scambiato tanto più elevata sarà l’aggressività degli ordini. Il volume conferma o smentisce l’esistenza di un trend: maggior volumiin trend positivi conducono ad una maggiore aggressività dei buy orders e viceversa.
Una maggior  frequenza è invece associata ad una maggior aggressività dei sell ordersvista la sensibilità di questa ai clusters di liquidità esistenti sulla side opposta. Tuttavia, l’incremento del trading algoritmico e la presenza di un’ average order size piuttosto contenuta hanno portato ad un incremento del trading flow ma anche ad un deterioramento della sua significatività informativa a causa dell’ aumento del noise, specie su timeframes ridotti.

Altri due liquidity proxies tradizionali per azioni ed obbligazioni sono, rispettivamente, la capitalizzazione di mercato ed il rating. In tal senso è opportuno notare come gli hidden ordersvengano utilizzati con maggior frequenza in caso di operatività sulle small caps, il cui mercato è poco liquido e quindi il rischio di segnalazione maggiore. Infatti, l’hidden liquidity è correlata inversamente sia al trading volume che alla capitalizzazione di mercato. 
Post scritto ascoltando. 

lunedì 25 dicembre 2017

TRADING, CRIPTO TRADING E LIQUIDITA’ PT.1

Nel momento in cui ci apprestiamo ad inserire un ordine su di una qualsiasi piattaforma, i nostri obiettivi operativi devono fare i conti con le condizioni di mercato esistenti. Tutti noi siamo alla ricerca del miglior prezzo di acquisto/vendita,volontà che si spera di concretizzare stimando un’accettabile probabilità di matching a fronte di un rischio esecutivo contenuto, il che presuppone scelte teoricamente ottimali circa la selezione del target price, del se, del come e del quando splittare l’ordine di acquisto/vendita.
Sia il comparto azionario che quello dei cripto assetspresentano oggi mercati altamente frammentati: ne consegue che scegliere il mercato sul quale piazzare un ordine assume un’ importanza non inferiore a quella del settaggio del prezzo e della size del trade. La quasi totalità dei traders retail è disinteressato a queste tematiche e la cosa potrebbe andar bene (sino ad un certo punto) specie nel caso in cui negozino esclusivamente titoli ad alta capitalizzazione; viceversa, il tema è di fondamentale importanza nel caso in cui si tradino cripto assets. I traders professionisti, al contrario, prestano grande attenzione al tema prova ne è il fatto che l’average order size di moltissimi mercati risulta essere attualmente molto contenuta poiché intenso è il timore dei primi di incorrere nel cosiddetto “rischio di segnalazione”,ovvero, nel rischio di segnalare -involontariamente-  al resto del mercato le proprie intenzioni operative, con conseguente quasi certo front-runninged ottenimento di un prezzo di acquisto/vendita peggiore.
Credits to Junhao Li

Soffermiamoci brevemente sul “signalling risk”. Nel momento in cui immettiamo un ordine su di un book “lit”offriamo istantaneamente un’ opzione operativa a coloro i quali intendano eseguire un trade di segno opposto e comunichiamo loro il nostro essere eventuali large buyer o large seller. Acquisita questa informazione, il resto dei partecipanti potrà rettificare le proprie strategie negoziali: ad esempio, in presenza di un large buy order, un venditore potrà essere meno aggressivo (potrà cioè evitare di spingere troppo in basso il prezzo al quale è disposto a vendere l’asset) perché consapevole del fatto che ad un dato prezzo siano comparsi uno o più compratori. Sui mercati finanziari, i fondi pensione, gli hedge funds e le altre whales, cercano di contenere questo tipo di rischio utilizzando tipologie speciali di ordini oppure dirottando una parte dei trades verso ATS opache(dark pools). Il signalling riskdipende sia dalla size del trade che dalla liquidità dell’ asset trattato. Nel mondo dei cripto assets (e delle small caps) molti tokens risultano illiquidi sia in virtù dell’offerta limitata che della frammentazione dei mercati e quindi anche un piccolo limit order potrebbe consentire l’identificazione di large buyer/seller latenti, vista la scarsa profondità/ridotto spessore dell’ order book. Viceversa,  qualora un assets fosse tradato in maniera rilevante ed i books presentassero profondità e spessori importanti, il rischio di segnalazione risulterebbe più ridotto (anche se non eliminato del tutto).
Da un punto di vista strutturale è possibile distinguere tra:
·         mercati totalmente trasparenti, con book visibile e senza alcun tipo di hidden orders;
·         mercati totalmente opachi, con book non visibile (dark pools).
A dire il vero, quasi tutti i mercati esistenti sono parzialmente opachi nel senso che supportano almeno ordini di tipo hidden/iceberg. Talvolta, qualche ECN (MTFs) offre anche il dato della probabilità di esecuzionedel singolo trade che a sua volta si bassa sugli storici delle cancellazioni, della latenza e degli eseguiti.  La probabilità di esecuzione è importante perché ci consente di stimare il rischio di ottenere un inseguito (parziale o totale) e quindi di veder alterato il prezzo al quale vorremmo comprare o vendere l’asset di riferimento.
Con riguardo al mondo dei cripto assets (ma il discorso è valido per tutte le asset classes) assume particolare rilievo, visti gli alti bid-ask spreads non di rado osservabili, modulare l’aggressività degli ordini.
L’aggressività di un ordine è funzione della sua tipologia, del suo prezzo e della sua dimensione.
La quasi totalità dei traders retail fa uso di market ordersi quali sono strumentali all’ ottenimento di un’ esecuzione immediata al miglior bid/ask price disponibile in un dato momento. I market ordershanno un costo ulteriore rispetto a quello delle commissioni rappresentato dal best bid-ask spread (in realtà il costo può essere anche maggiore nell’ ipotesi in cui per l’ottenimento dell’ eseguito dovesse essere necessario consumare la liquidità presenti su più livelli del book). Ne consegue che, nel momento in cui inseriamo un market order di discrete dimensioni, decidiamo di operare in maniera aggressiva perché, specie nel mondo delle cripto e delle small caps, andremo verosimilmente ad operare su più livelli (con un price impact che può essere pari a qualche decina/centinaia di euro sul Bitcoin). I limit orders, invece, ci garantiscono un dato prezzo ma ci lasciano esposti al rischio dell’ineseguito parziale o totale e dunque la loro aggressività può essere espressa quale funzione del limit price nonché della size impostati. Un esempio di limit oderparticolarmente aggressivo è quello che presenta un prezzo migliore di quello opposto (in caso di buy limit order un prezzo più alto del miglior ask price) ed una quantità maggiore. Un caso di limit order meno aggressivo del precedente è quello che presenta una size simile ma un prezzo prossimo (ma non superiore) a quello opposto (con conseguente permanenza sul book al prezzo settato della parte eventualmente rimasta ineseguita).
Arrivati a questo punto, possiamo rispondere ad una prima domanda: quali fattori valutare prima di scegliere il tipo di ordine da inserire su di una qualsiasi piattaforma?  I fattori da osservare sono i seguenti:
1.      spread;
2.      profondità del book;
3.      spessore del book;
4.      volatiltà;
5.      orario.
I predetti sono riconducibili a tre insiemi:
1.      liquidità;
2.      prezzo;
3.      tempo. 

Pezzo scritto ascoltando

mercoledì 13 dicembre 2017

BITCOIN E MASS MEDIA

Cari amici, oggi parliamo del rapporto intercorrente tra Bitcoin (e criptovalute in genere) ed informazione di massa.
Come ben sapete, personalmente, non ho grande interesse nel fare la paternale su come investiate i vostri soldi: l’importante è che riusciate a portare a casa qualche gain ed è ovvio che il grosso dei soldi si faccia in qualità first buyers ed holder degli assets oggetto di fantasmagoriche salite, nel caso di specie il Bitcoin. Quindi: divertitevi, qualora foste in grado di farlo tradate, portate a casa ottimi gains e buona vita a tutti voi.
E’ totalmente inutile seguire sedicenti guru da cantina: nessuno sa quando la salita dei prezzi dei criptoassets si arresterà. L’unica cautela che potete adottare in caso di trading consiste nel prestare attenzione maniacale al rapporto risk/reward di ogni singolo trade: tutto il resto è solo un grande show portato avanti da gente che non conosce neanche l’indirizzo della propria residenza anagrafica. Fidatevi soltanto di voi stessi: voi siete i migliori arbitri del vostro operato.
Questo post ha invece uno scopo molto più semplice: quello di provare a vivere il fenomeno un po’ più dall’ interno, in maniera consapevole e non dall’ esterno in maniera superficiale. Tutto ciò che facciamo con consapevolezza, quindi dopo aver studiato, ci dà molta soddisfazione. Se tu riuscissi a fare un bel gain dopo aver approfondito una certa tematica saresti sicuramente felice perché imputeresti al tuo duro lavoro anziché al fato l’esito della tua operazione. Viceversa, qualora dovessi conseguire una perdita a causa della tua disattenzione, della tua scarsa voglia di andare oltre l’abc di un certo fenomeno, saresti sicuramente molto frustrato perché pur volendo parlare di sfortuna sapresti benissimo che l’unico responsabile del tuo fallimento andrebbe ricercato allo specchio.
Credits to Emirhan Sahin
Le criptovalute sono e saranno la più grande bolla che forse vedremo in questa vita. Non lo dico io che sono un signor nessuno bensì un gestore che amministra 3-400 milioni di dollari investiti in questa asset class.



Tutto quello che stiamo osservando adesso è già successo in passato. Bolla del ’29, crash dell’ 87, dot.com, subprime, salite paraboliche dell’ oro, dell’ argento e dell’ uranio, dei tulipani,  quest’ultima appena superata su base logaritmica da quella del Bitcoin.



La salita del Bitcoin (e delle cripto) ha una matrice composita: da una parte troviamo tutta una serie di condotte manipolatorie perpetrate dai gestori di alcuni exchanges delle quali, presto o tardi, si occuperanno le polizie di mezzo mondo e dall’ altra abbiamo una domanda reale di Bitcoin (e più in generale di criptovalute) generata da persone in carne ed ossa.
Persone totalmente disinteressate all’ economia, alla finanza, al trading si ritrovano oggi in un vortice pazzesco di news aventi ad oggetto l’ascesa del prezzo del Bitcoin. Questo aspetto non è assolutamente una novità ma è fondamentale per capire quanto in atto.
I media non sono mai stati e mai saranno neutrali osservatori dell’ andamento dei prezzi di alcun asset; viceversa, sono parte integrante degli eventi socio-economici che questi rappresentato. La salita del prezzo del Bitcoin (e delle altre cripto) è un fenomeno sociale (come tutti i casi sopracitati) che nasce ed esiste nella misura in cui un gruppo di persone condivida un pensiero comune il quale, a sua volta, è rafforzato nel suo essere veicolato dai mezzi di informazione di massa.
I mass media vendono un prodotto informativo il cui successo dipende dall’ ampiezza del pubblico coinvolto. Per raggiungere un pubblico vasto è necessario creare un’informazione trasmissibile per passaparola oppure creare storie in corso di svolgimento per far sì che il pubblico continui a seguirle in futuro.Nel fornire in maniera ossessiva, in prima pagina o in apertura di notiziario, informazioni circa l’andamento delle cripto (o di qualsiasi altro asset), i media consegnano al lettore/telespettatore una metainformazione consistente nell' enfatizzazione della centralità di quella notizia, in quel dato momento, per un numero molto vasto di persone. La performance di un mercato o di un asset rappresentano tra l’altro una storia in divenire che consente di carpire l’attenzione del pubblico per un periodo di tempo più o meno ampio.
I media, inoltre, nel fornire i dati tendono ad enfatizzare il rialzo/ribasso sviluppatosi su di un arco temporale molto ristretto parlando di crolli (quando magari sarebbe più corretto parlare di storni) e di grandi salite (quando magari sarebbe corretto parlare di meri rimbalzi). Il dato che arriva allo spettatore medio è dunque emotivamente -seppur involontariamente- alterato specie nel caso in cui venga abbinato all’opinione di sedicenti esperti il cui verbo diviene legge nella mente dell’ osservatore distratto o passivo.  
Quante volte avete sentito parlare di record del Bitcoin, di Ethereum ecc. negli ultimi mesi? Tantissime volte, in maniera martellante. E’ stato così anche in passato per tutte le bolle dell’ azionario e forse così sarà per sempre. Il pubblico generico, oggi più che in passato, in un contesto mondiale connotato dal paradigma economico-finanziario del QE+ ZIRP+NIRP è vittima del FOMO da rendimento e quindi subirà tremendamente il richiamo del mercato a cui il record, per come narrato dai media, è associato.
Ogni movimento di prezzo ha, per i mezzi di informazione/social media una causa facilmente individuabile.Avete mai sentito dire che il Bitcoin fosse salito di tot punti % a causa del lancio di un razzo da parte del presidente nordcoreano? Sicuramente sì, almeno negli ultimi mesi. Nella maggior parte dei casi trattasi di mera narrazione:già Victor Niederhoffer in passato dimostrò come i movimenti dei prezzi aggregati poco o nulla avessero a che fare con le notizie di apertura dei tg o con i titoli di prima pagina (il mercato sconta tutto o gran parte con un certo anticipo).  Tuttavia, nella mente dello spettatore quel tipo di notizia, in futuro, potrebbe essere associata a chissà quali movimenti aventi la stessa direzionalità di quelli narrati.
Sì pensi al crollo dei mercati USA del 13 Ottobre del 1989. I media ne avevano prontamente identificato la causa nella mancata concretizzazione del leveraged buyout della UAL, capogruppo della United Airlines (che all’ epoca pesava l’ 1% di tutto il mercato azionario). In realtà, qualche tempo dopo si scoprì che la maggior parte degli investitori fosse venuto a conoscenza di quella news solo dopo il crollo, come causa dello stesso e non prima che il mercato iniziasse a scendere (il che significa che molto probabilmente non ne fu il catalyst). Bisogna sempre scindere l’analisi della correlazione da quella della causazione  anche se per i media tutto fa brodo. Pensiamoci un attimo: il grosso della salita del Bitcoin da un cent a 10.000 USD è stato caratterizzato dapprima dal silenzio dei media, non interessati al fenomeno e poi da un’ escalation di attenzioni strettamente connesse alla salita del prezzo dell’ asset. Quanti strappi rialzisti ha vissuto  il Bitcoin senza che nel mondo fosse successo nulla di rilevante? Tantissimi. E’ infatti ovvio che gli operatori professionali, quelli che muovono il mercato, seguano il news flow interessante il Bitcoin -consistendo proprio in ciò il loro lavoro- a prescindere dal fatto che a trattarlo siano la tv o i social media. Quando ad arrivare sul pezzo sono i media a cambiare è la narrazione. Eventi del tutto decorrelati divengono catalizzatori di avvenimenti che impattano profondamente su ciò che la gente pensa di un dato asset, su di un dato mercato.
Le criptovalute ed il Bitcoin sono stati senza dubbio alcuno il trade, long, degli ultimi 9 anni.Tuttavia, bisognerebbe porsi in maniera attiva dinanzi la flusso di notizie che leggiamo ogni giorno. Ad esempio, le televisioni nazionali continuano a dire che il Bitcoin sia anonimo, il che è un falso clamoroso (ad essere anonime sono ad esempio le transazioni eseguite tramite Monero).
I media contribuiscono alla formazione della cultura di massa, generano picchi di attenzione e contribuiscono ad alimentare la retroazione dei forti movimenti passati dei prezzi ad ulteriori movimenti rialzisti. E’ così che si alimentano le bolle e sta a noi provare a fare qualche gain. 

Post scritto ascoltando